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Anno 5 - n.5 - Maggio 2005
 
 

 

Iconografia del personaggio “Benino”

     
                                 
    

 

Proponiamo alcune immagini di artigiani che hanno interpretato il personaggio-chiave del presepe popolare napoletano, che è Benino, del cui significato abbiamo discusso nel numero di febbraio.

Per la sua stessa natura è, come facevamo rilevare, il personaggio più commovente, che conferisce un tono idilliaco al paesaggio circostante. Intorno al Benino si sviluppa un ambiente bucolico, cui hanno dato il loro apporto sotterraneo sia il Virgilio delle Egloghe sia il Sannazaro dell’ Arcadia e del De Partu Virginis. “O Titiro, tu disteso all’ombra di un faggio frondoso …” cantava Virgilio, all’inizio del libretto bucolico.

 

1- La prima immagine riproduce un Benino uscito dagli stampi della bottega di Maddaloni, alcuni decenni or sono. Il suo proprietario ricorda di averlo acquistato negli anni Sessanta del secolo appena trascorso. Il tono caldo della resa cromatica è dovuto all’impiegp delle “terre”, che negli ultimi decenni sono state sostituite dai colori a tempera, più brillanti ed intensi, ma forse meno caldi e suggestivi. Il senso di abbandono al riposo è reso efficacemente dalla linea del corpo che segue l’andamento del terreno.

 

2- Non conosciamo l’autore del “Benino” raffigurato nella seconda immagine; alcuni caratteri stilistici potrebbero far pensare ancora alla bottega di Maddaloni o anche, per la posa inconsueta, a un Del Giudice alle sue prime, se pure pregevoli, prove: più che rilassato nel riposo notturno, questo Benino sembra essere stato colto da un improvviso momento di spossatezza,  a cui ha cercato ristoro appoggiandosi a un sasso. Questa posa è in pieno accordo con il valore simbolico che abbiamo attribuito al personaggio. Interessante il particolare del cappello poggiato alla spalla, che è un motivo ricorrente nelle statuette da presepe, raffiguranti personaggi del mondo contadino. E’ un particolare tipico, ad esempio, del pastore con la zampogna, davanti alla grotta del Bambino Gesù.

 

3- Anche il terzo “Benino”, dovuto questa volta alla mano di Carmela Festinese (come è attestato dal marchio di fabbrica) è molto interessante: la posa ricorda il pezzo di Maddaloni, con il corpo che segue l’andamento del terreno, mentre il motivo nuovo è dato dalla tela di sacco con cui il giovanetto ha cercato riparo dall’umidità notturna o dalla rugiada del mattino. E’ commovente anche l’agnellino accucciato accanto al padrone addormentato cui rivolge la testina curiosa.

 

4- Nella quarta rappresentazione, di cui ignoriamo l’autore, ma che dai caratteri stilistici si colloca accanto a pezzi prodotti da una bottega che ha come marchio di fabbrica un cesto di fiori e di cui mostreremo alcuni prodotti nel corso dei prossimi mesi, ci piace l’espressione di sereno compiacimento che aleggia sul volto del dormiente, come se nel sonno stesse vivendo una visione gradita: quest’immagine è dunque pienamente rispondente al significato generale che stiamo via via scoprendo nel presepe popolare. Notiamo ancora il cappello sulla spalla, il perfetto accordo dei colori e alcuni particolari realistici, quali la bisaccia a tracolla (segno che anche questo Benino è stato colto improvvisamente dal sonno) e i calzerotti che scendono sulle gambe.

 

Abbiamo presentato delle statuine che uniscono la piacevolezza estetica al costo non eccessivo; segno che si tratta di statuine (“pastori”) concepite espressamente per popolare il presepe: il Lettore che ci ha seguito fin qui con simpatia, si sarà senz’altro accorto che, nella nostra maniera di intendere il presepe, una certa “ingenuità” stilistica nei pastori non è un difetto, bensì un pregio.

 

Naturalmente, siamo pronti ad accogliere qualunque rettifica e precisazione da parte degli artigiani che dovessero riconoscere nei pezzi da noi presentati l’opera delle proprie mani; così come attendiamo che altri artigiani ci sottopongano i loro pastori affinché possiamo presentarli e commentarli nella pagine della nostra rivista.

Lo stesso vale per i Lettori che avessero dei “pezzi” a loro avviso interessanti per il nostro discorso e volessero inviarci le foto dei pastori o dei presepi in loro possesso: garantiamo, a loro richiesta, la più assoluta discrezione da parte nostra.

 

Italo Sarcone